Mi reco in clinica un po’ prima del solito perché oggi dovrebbe venire Shushant, il mio paziente dell’anno scorso. Alle 9 arrivo e lui non c’è ancora.

La mattinata passa calma e un po’ monotona, faccio solo una sessione con Somad, lavorando, in ambito ipnotico, sulla confidenza in lui. Fondamentalmente dopo avergli fatto un’induzione ercksoniana, parlata, l’ho riporto ad un momento della sua vita in cui si è sentito molto sicuro, confidente in se stesso, gli faccio espandere questa sensazione in tutto il corpo e poi gliela ancoro nel pugno della mano destra.

Quando lo riporto su, gli testo l’ancora e sembra funzionare, quando chiude il pugno si sente più fiducioso in sé stesso, gli torna subito quella sensazione. Lo sprono allora ad utilizzare questa ancora più che può, appena gli serve e si sente. 

Ci congediamo per il momento con Somad e spunta da me il Dottore che vuole un check energetico e mi pressa per avere la carta del punto zero. Faccio al Dottore quindi quanto richiesto e gli dono la carta, anche perché domenica sarà il suo ultimo giorno in clinica e poi non lo vedrò più.

A quel punto, dopo un breve pranzo, incrocio Paul che si sta dirigendo da Somad per mostrargli, spiegargli quella che potrebbe essere la sua futura condizione, sindrome borderline.

Lo accompagno ed incuriosito ascolto tutta la presentazione della sindrome che Paul fa a Somad.

Al termine chiedo a Somad qual’era l’emozione negativa che lo condizionava di più e mi risponde l’ansia. Mi metto quindi a lavorare con lui sull’ansia, propendo questa volta per la tecnica dello spinning che facciamo ben tre volte di seguito e l’ansia passa da 8 su 10 come livello di disagio percepito a 0.

La tecnica dello spinning è fatta in ambito dí rilassamento, non ipnotico. Fondamentale viene chiesto al soggetto di chiudere gli occhi, puntare col dito dove nel suo corpo senza il disagio, l’emozione negativa o il dolore fisico, si chiede se vi è un colore associato e poi si fa portare immaginariamente questa energia fuori dal corpo del soggetto, davanti al proprio petto. Si chiede se tale energia ha cambiato colore o no e soprattutto in che direzione si muove.

Se è un’emozione di cui se ne vuole meno, a quel punto si fa far girare al soggetto tale energia nel senso inverso in cui la vede muoversi, sempre più velocemente fino al punto che la percezione è che tale energia non possa tornare più quella di prima, a quel punto la si fa letteralmente risbattere nel punto in cui l’aveva tirata fuori ed il gioco è fatto. Questa tecnica è tanto semplice quanto efficace.

In tutto ciò il mio paziente dell’anno scorso non è venuto in clinica, come aveva detto il giorno prima. Ci rimango piuttosto male, ma poco posso farci.

Prima di andare a casa voglio fare un tentativo di Mesmerismo con Bebek, il

pilota coi forti problemi di alcolismo, a cui stanno cercando di ricostruire il cervello con vitamine ed altre sostanze chimiche, perché veramente non si ricorda cosa ha mangiato a pranzo.

Insieme al Dottore lo convinciamo a fare una sessione che gli racconto essere di puro rilassamento per lui.

Accetta e quindi procedo con sensibilizzazione e pratica base di mesmerismo, va giù subito meravigliosomente. Lo lascio giù per quasi mezz’ora, e al suo risveglio ha una faccia felice e rilassata, tant’è che alla mia proposta di ripetere la sessione domenica, acconsente. Ho una nuova e tosta sfida da affrontare con lui, perché il problema è molto serio.

Finalmente mi dirigo verso casa, sta sera ho in programma con Paul di andare in centro a cenare e fare un giro. Così, dopo un breve sonnellino ed una doccia, verso le 19 ci dirigiamo verso il centro. La serata prende una piega più aggressiva, quando incontrano un gruppo di suoi amici, un inglese, un americano e due nepalesi, tutti giovani della sua età, circa 25 anni, persone comunque molto interessanti. Kathmandu offre dei locali su dei rooftop con delle viste veramente incredibili, finiamo in un paio di questi.

Io, Paul e Jack, l’americano, finiamo nel club più grande di Kathmandu, il LOD, dove ero già stato l’anno scorso con Narayan e suo cugino Sunjam.

Facciamo le 3 di notte e con Paul arriviamo a casa non prima che fossero le 4 dopo esserci fermati a mangiare qualcosa.

Domani sarà giorno libero sia in clinica che per il blog, forse visiterò con Narayan la sua terra in collina e cucineró  per loro italiano a cena, ma prima ci vuole un bel riposo.

NAMASTE

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