Dopo 11 mesi dalla mia ultima venuta in terra nepalese, eccomi di nuovo qui. La settimana passata è stata difficile perché le guerre in medio oriente mi hanno più volte fatto vacillare. Logicamente era meglio stare a casa, senza prendere rischi, ma il richiamo del Nepal, il lavoro come volontario presso la clinica, le persone da aiutare e soprattutto il richiamo spirituale a far tornare a brillare la mia anima, mi hanno fatto ieri sera salire su quel volo con scalo negli emirati.

Sbarco a Dubai questa mattina e scopro quanto appena fatto dagli americani in Iran. Mia madre mi scrive se non è il caso di tornarmene subito in Italia, ma io di tutta fretta vado avanti, arrivo al gate e salgo sull’Abu Dhabi-Kathmandu. Non penso a nulla, se non all’arrivo in Nepal dove mi aspetta Narayan all’aeroporto.

Il volo passa liscio con molte chiacchiere col mio vicino di posto, senza così riuscire a dormire neanche un’ora.

Finalmente atterro e all’uscita dall’aeroporto trovo Narayan ad aspettarmi e ci lasciano andare in un abbraccio sentito. (Durante l’anno avevo cercato di fare di tutto per portarlo in Italia, lettera di presentazione, fideiussione, ma non gli concedevano più di 2 settimane di visto, e aveva a malincuore deciso di lasciare perdere. Non valeva la pena per i costi, volo soprattutto, da supportare)

Arriviamo a casa e mi da la sua camera, visto che c’è un altro volontario tedesco ospite, che usa la mia dell’anno scorso, e che arriverà domani da un viaggio interno nel Nepal. Anche lui lavora nella clinica come psicologo stagista. 

Dopo un tea, andiamo su in terrazza, amo scrutare Kathmandu da su, e ci raccontiamo un po’. Con grande felicità scopro che Narayan ha trovato una fidanzata di cui sembra essere innamorato, anche se non me lo dice apertamente.

mi racconta di suo cugino Sunjan che arriverà in settimana e che poi forse andrà a lavorare in Romania. Narayan chiama anche Sadna per dirle che io sono arrivato e pronto domani ad iniziare.

Torniamo giù e dopo poco ceniamo con Mama, che continua a non parlare una parola di inglese, ma mi dà un abbraccio grandissimo, e mi capisce anche se sto in silenzio.

Le emozioni sono tante e forti nel rivedere gli stessi posti, nel risentire gli stessi odori, quanti bei ricordi.

Lascio perdere ogni pensiero nefasto riguardo alla guerravoglio solo concentrarmi sul mio lavoro qui. In un anno ho acquisito nuove tecniche, raffinato le precedenti, sento di poter dare ancora di più e per questo non vedo l’ora di iniziare.

Ora mi butto a letto a recuperare un po’ di ore di sonno, domani si inizia e voglio essere al top.

NAMASTE

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