Mi sveglio presto con un bel sole fuori e mi bevo un bel caffè sul tetto guardando, come al solito, dall’alto Kathmandu. Suoni e sapori tipici si mischiano, amo questa routine mattutina.

Mi avvio poi a piedi in clinica, prendendo la mia solita brioche al cioccolato sulla strada. Caldo, traffico e smog mi accompagnano. Quando arrivo a metà strada, difianco al parco delle scimmie me ne spunta una difronte che mi punta per la brioche, devo ammettere che mi impaurisco un po’, ma poi per fortuna passa una macchina e questa scappa.

Arrivo in clinica e mi dedico ad una infermiera che voleva la numerologia e che aveva dolore alla cervicale. Le faccio numerologia, test energetico e dei chakra, la ricarica con la carta del punto zero e poi con la mia nuova tecnica “spinning” in due minuti le tolgo la cervicale, lei ci rimane sbigottita e mi ringrazia tanto incredula. 

Vado poi dal dottore psichiatra a cui voglio insegnare questa tecnica, ma voglio fargliela provare su lui stesso. Gli chiedo quindi se ha qualche dolore e anche lui ha un po’ di cervicale. Procedo chiedendogli solo di stare al “gioco” e seguire le mie istruzioni ed in due minuti anche a lui il dolore, il fastidio sparisce. Anche lui mi guarda con due occhi esterrefatti, ormai pensano che sia un mago, uno stregone e a me la cosa riempie di gioia e di autostima. Se solo anche in Italia potessi fare tutto questo, sarei l’uomo più felice del mondo.

Ora tocca a Somad finalmente, che continuo a vedere in giro con la faccia sorridente, non proprio da depresso…

Ora si fa più sul serio e voglio lavorare sul suo senso di colpa verso se stesso.

Facciamo una “mano che scende” per relax e centratura e poi parto con un indizio e di Elman della mano per poi inserire un po’ di ericksoniana. Sembra andare giù bene per cui procedo con la classica regressione alla prima volta che ha avuto questa emozione negativa. Gli faccio trovare l’insegnamento, poi recuperare la risorsa utile in quel momento, rivivere tutto alla luce dell’insegnamento e della risorsa trovata e poi gli faccio pulire tutto da quel momento all’oggi, quindi lo riporto qui, lo risveglio.

Il feedback è tra il positivo e l’incredulo, ora quel momento negativo del suo passato non è più negativo ed il senso di colpa sembra essere sparito. Gli faccio poi una luce negli occhi per fissargli la sensazione positiva che ne risulta dalla sessione, l’essere motivato, e di seguito un EMDR per allontanare quello che era stato un momento negativo. Finalmente inizio a fare cose più complesse che mi gratificano ancora di più e che soprattutto hanno effetti positivi sui pazienti.

A quel punto pranzo con calma in refettorio e vado a fare una passeggiata fuori.

Al mio rientro riprendo Somad e gli faccio un po’ di mesmerismo anche per il dolore alla gamba.

Quando usciamo incrocio un altro paziente che non avevo ancora conosciuto, un pilota della Nepal Airlines che mi avevano detto avere problemi di alcolismo. Mi presento e gli spiego cosa faccio, offrendomi la mia disponibili a lavorare con lui se avesse voluto. Non mi sembra essere molto dell’idea, allora dico prima a Somad di raccontargli un po’ quello che ho fatto con lui con l’ipnosi e l’energia, poi vado dal dottore psichiatra a chiedergli se riusciva a convincere il ragazzo a fare una prima chiacchera con me.

Dopo poco, mentre sono in una stanza a guardare le news sul cellulare il dottore me lo porta dentro.

Inizio subito la mia procedura, gli faccio la numerologia, test dell’energia e test dei chakra, facendogli capire che non sono un dottore e che il mio modo di lavorare c’entra nulla con psicologia o psichiatria. Su alcune cose rimane colpito. Passo poi a fargli qualche domanda per capire la sua situazione. Appena gli menziono l’alcolismo si irrita un po’, e poi mi dice che è lì in clinica da pochi giorni, ha deciso lui di venire, e che beve 3/4 birre la sera prima di cena neanche tutti i giorni. Ne rimango colpito, perché, pur non conoscendo gli standard nepalesi, 3/4 birre al giorno non mi sembrano una roba da alcolista, certo non fanno bene, ma mi sembra un po’ poco per chiamarla dipendenza da alcol.

Lo lascio andare e mi dirigo dallo psichiatra per capire meglio. Questo mi dice che il pilota è qui da 4/5 settimane, beveva dalla mattina alla sera e ha il cervello distrutto per cui è sotto psicofarmaci pesanti e medicinali per ricostruirglieli il cervello. Poi mi dice che quello che mi ha raccontato il pilota non è una vera bugia, perché non si ricorda nulla e dice cose un po’ a caso.

A quel punto, molto colpito dalla situazione, decido di tornare verso casa. Sulla via del ritorno mando un messaggio vocale al mio grande coach di ipnosi riportandogli quando accaduto, e con forti dubbi sul poter fare qualcosa di concreto, se non forse col mesmerismo. Il mio coach mi risponde dopo poco confermandomi che è un caso proprio da mesmerismo e che con grande intenzione si può sicuramente fare qualcosa.

Rinfrancato, anche perché le sfide quasi impossibili mi piacciono molto, decido che domani ci proverò, mal che vada non funziona e nulla succede, male non gliene posso fare.

Ceno poi con Narayan e Paul, purtroppo Mama non sta ancora bene, era stata dal dottore tutto il pomeriggio. Offro a Narayan di aiutarla con le mie tecniche, ma mi dice di aspettare domani che oggi è molto giù.

A fine cena rimaniamo io e lui e gli faccio un po’ di domande sulla sua situazione familiare ed i progetti per il futuro. Gli rivelo inoltre il mio progetto di aprire un centro olistico a Milano, per poi aprirne altri, e non mi dispiacerebbe anche uno proprio in Nepal e lui ha “per caso” un terreno appena fuori Kathmandu in mezzo al verde…

NAMASTE

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