Sveglia colazione con Narayan e poi mi incammino verso la clinica con Paul a cui offro sulla strada una briosche al cioccolato per aver deciso di venire con me a piedi e non in uber come suo solito. 

Una volta arrivati, mi fermo in ufficio da Sadna che mi dà buone notizie su Somad, aveva gradito molto la sessione fatta con me ieri e il dolore non era ancora tornato.

Felice, vado in refettorio per un caffè e passando per una stanza vicina vedo Somad fare yoga con altri pazienze, la sua schiena mi sembra in buona forma.

Quando finisce gli chiedo come va e mi risponde sorridendo che sta molto bene.

Allora gli propongo di rifare e accetta volentieri, gli dico anche che poi nel pomeriggio, se è d’accordo possiamo iniziare a fare lavori più specifici sulle singole emozioni negative che erano venute fuori nel colloquio di ieri. Lui assolutamente d’accordo, entriamo in stanza e parto con sessione di mesmerismo. Lo tengo lì di più di ieri, quasi 30 minuti, e al suo risveglio ha la faccia sorridente e rilassata. 

Usciamo e lui ha il pranzo che lo aspetta, mentre io mi intrattengo con Paul ed il Dottore Psichiatra che mi chiede di fare la numerologia anche per la moglie.

Ci sediamo quindi in uno stanzino e gliela faccio, lui vuole sapere la compatibilità. Una volta finita chiama sua moglie e le racconta, io nel mentre esco e vado a prendermi un bel caffè americano in refettorio.

Lì trovo Sadna che pranza e le chiedo se potevo parlare con un altro paziente, un signore svizzero che ha vissuto 30 anni in India dove ha abusato di qualsiasi droga psichedelica ed ha allucinazioni varie.

Lo approccio mentre è in una stanza con gli altri a guardare la TV, sperando che sia interessato alle mie pratiche olistiche di più rispetto a quelle dello psicologo o dello psichiatra, ma non c’è nulla da fare, mi dice che sa chi sono, che oggi non è nel mood, che lui è un discendente di Martin Lutero.

Forse è il caso di lasciarlo stare, tra i medicinali pesanti che gli danno e le allucinazioni la vedo dura poter lavorare con lui, ma mai dire mai, nei prossimi giorni vedremo.

Dopo poco rispunta il dottore dicendomi che la moglie sta venendo in ospedale per incontrarmi e parlarmi. Io piuttosto incredulo gli rispondo che va bene, sono qui.

Ho ancora lì Somad che mi attende, ma visto che dovrei fare una sessione con lui da almeno un’ora, preferisco aspettare la moglie del dottore, chiudere la pratica con lei per poi dedicarmi a lui.

Dopo circa 20 minuti arriva, ci sediamo nello stanzino, e mi accorgo che la data che mi ha dato suo marito è sbagliata, quindi mi tocca rifare tutto.

La moglie è di ritorno dagli US dove sta finendo di studiare da Dottore anche lei. Mi tiene dentro per almeno un’ora per sapere tutto e mi chiede addirittura cosa deve fare con suo marito, stanno pensando di avere un figlio e di spostarsi a vivere in US.Io ancora più incredulo, non so cosa risponderle, se non che i numeri si incrociavano bene, e di scegliere col cuore, più che con la logica.

Appena esco, mi blocca Sadna e mi dice che il co fondatore della clinica con lei, nonché il marito della sua prima assistente, voleva numerologia e check dell’energia da me. Inoltre, mi ricordo che il Dottore mi aveva chiesto se potevo fare la numerologia anche ad una infermiera che era interessatissima.

Chiedo 5 minuti di break per un caffè e mi dedico al co fondatore, mi sembra di avere la gente in fila fuori dalla stanza, cosa che per un verso mi fa piacere, dall’altra vorrei privilegiare i pazienti, piuttosto che lo staff.

So comunque, dall’esperienza dell’anno scorso, che mi tocca prima lavorare con quelli dello staff affascinati dalle mie materie per acquisire la loro stima e fiducia e poi poter lavorare liberamente coi pazienti.

Quindi, faccio la mia solita trafila al cofondatore, numerologia personalizzata, test dell’energia e dei chakra, sia con pendolino che con test kinesiologico.

Ne rimane anche lui piacevolmente colpito, tanto che mi chiede se nei prossimi giorni posso dargli provare anche un po’ di ipnosi.

Io gli rispondo che ne sarò ben felice, sono venuto qui in Nepal per lavorare più che posso, non certo per starmene con le mani in mano.

Iniziano ad essere le 6 e ad essere un po’ stanco, iniziare ora una sessione con Somad si rischia di andare molto lunghi e che io non renda al 100%. Gli vado, quindi, incontro in cortile, scusandomi per averlo trascurato, e gli prometto che domani mattina sarebbe stato il primo. Lui sorridendo mi fa capire che non c’è problema, che capisce. Il ragazzo secondo me non è seriamente malato, o se è depresso nel senso clinico lo è molto lievemente, tutte le volte che l’ho visto oggi rideva sempre.

Decido quindi avviarmi verso casa dove quando arrivo mi faccio quattro risate con Narayan che era in vena. Ceniamo poi io, lui e Paul, perché Mama è in camera un po’ influenzata. 

Dopo cena mi metto a chiacchierare un po’ di geopolitica con Paul, ragazzo molto sveglio per avere 23 anni. 

Dopo una mezz’oretta di i teresssnti discorsi salgo in camera perché devo ancora scrivere questo mio blog prima di andare a letto.

Giornata dedicata più allo staff che ai pazienti, ma va bene così, anche perché con la loro curiosità per le mie tecniche e materie mi hanno fatto sentire importante e valorizzato, cosa che in Italia mi succede di rado. Qui sono molto spirituali e credono molto nell’energia, è tutto più facile per me.

NAMASTE

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